Doping, Bernard Hinault difende Tadej Pogačar: “Se fosse francese, nessuno avrebbe sospetti. Magari ora che arriva Paul Seixas…”

Bernard Hinault ribadisce la propria posizione in difesa di Tadej Pogačar. È capitato, in passato, che nel corso del Tour de France venissero messe in dubbio le prestazioni del fuoriclasse sloveno, con allusioni all’utilizzo di doping. Una tendenza che in realtà ha toccato molti dei dominatori della Grande Boucle, in un processo figlio delle grandi delusioni registrate tra la fine degli anni ’90 e i primi anni ’00. Sta di fatto che questo costante richiamo all’utilizzo di sostanze proibite non è il miglior spot per un ciclismo che sta vivendo una fase florida, con l’emersione di tanti talenti, non ultimo quello di Paul Seixas. E Hinault, ultimo vincitore francese della Grande Boucle, spera che queste polemiche possano essere messe da parte.

“Se Pogačar fosse stato francese, nessuno ci vedrebbe niente di strano – spiega nel corso di un’intervista rilasciata a Le Telegramme – È una cosa terribile e mi fa male. Non ci facciamo domande su Leon Marchand, anche se batte tutti i record. Ma è normale, perché è francese. Questa cosa mi fa imbestialire. Creare sempre questi sospetti… Perché magari ha un manager che ha fatto cavolate in passato. Ma quando fai cavolate vai in prigione e non è per questo che lo condanni a vita. Ha pagato, ora basta. Chissà, magari ora diranno che è normale perché sta arrivando Paul Seixas…”.

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